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I critici della letteratura della migrazione dopo Gnisci ( Daniele Comberiati)

Scritto da:Asmaa Mosa Othman

In questo articolo trattero` un critico che si e` occupato di letteratura della migrazione e che ha continuato quello che aveva iniziato il professore e il critico Gnisci ed e` (Daniele Comberiati) ed il suo libro in cui ha esaminato questo tipo della letteratura.
Daniele Comberiati: ha iniziato ad occuparsi di “letteratura italiana della migrazione”, ovvero delle produzioni in lingua italianadegli scrittori migranti, era dal 2004 e non allora non c’erano molte opere scientifiche su questo tema. si laureo` alla Terza Università di Roma con una tesi su” Sandro Penna” e la poesia italiana contemporanea. Studio` in Francia (Université Paris 8 Saint-Denis) e in Belgio (ULB di Bruxelles), dove conseguo` il dottorato di ricerca con una tesi sulla letteratura italiana della migrazione.Si occupo` di poesia e prosa del Novecento, letteratura della migrazione e postcolonialismo italiano.

Daniele Comberiati ha parlato della letteratura della migrazione nel suo libro intitolato “Scrivere nella lingua dell’altro,La letteratura degli immigrati in Italia (1989-2007)”, Bruxelles, Peter Lang, 2010. In questo libro lui ha esaminato la letteratura della migrazione dal 1989 fino al 2007.il libro e` composto da 6 capitoli ,nel capitolo1°, lui ha parlato dei primi scritti e del razzismo in Italia.nel capitolo2°, lui ha discusso le prime pubblicazioni degli scrittori migranti, il coautore e la dinamica editoriale,mentre nel capitolo 3°ha fatto riferimento alla produzione letteraria delle scrittrici migranti cioe` la partecipazione femminile alla letteratura della migrazione.nel capitolo4° ha trattato lo scrittore Younis Tawfik e gli scrittori iracheni di espressione italiana .nel capitolo5° ha parlato degli scrittori migranti dell’Africa sub-Sahariana.nel capitolo6° ha parlato della produzione italofona dell’Europa orientale attraverso l’opera di Ornela Vorpsi.
Alla seconda metà degli anni Ottanta la conformazione della società italiana si è complessivamente trasformata.L’Italia da un paese di emigrazione è diventata un paese di immigrazione. La letteratura scritta da immigrati era una delle testimonianze di tale cambiamento. Comberiati ha esaminato storicamente e sociologicamente i cambiamenti dell’ultimo ventennio, delineandone le influenze sulla letteratura e sulla lingua italiana, ne ha messo in luce le correnti culturali principali e gli autori più rappresentativi, inoltre collega queste osservazioni agli studi postcoloniali . Comberiati ha cercato di offrire una mappa completa del fenomeno della migrazione, dalle origini (con l’omicidio dell’immigrato sudafricano Jerry Masslo nell’agosto del 1989 e la campagna di stampa che ne seguí) fino alle opere recentissime. Il quadro è vasto e l’autore ha esaminato il fenomeno della migrazione in modo sociale non solo in modo letterario, senza perdere di vista il contesto storico.
Tra le informazioni interessanti sulla letteratura della migrazione,troviamo che: gli scrittori migranti parlano principalmente di esperienze di vita spesso tragiche e le opere hanno generalmente una marcata connotazione civile. I primi successi editoriali si ebbero sul filo delle notizie di cronaca e in generale la fortuna di alcune opere è dovuta a ragioni “mediatiche”.La qualità letteraria è generalmente bassa (in particolare per le opere della “seconda generazione”, gli scrittori nati in Italia da famiglie miste o interamente straniere).In poesia si determina, come accade per gli autori autoctoni, una netta apertura verso la prosa. Altri aspetti del fenomeno della migrazione sono meno evidenti: All’inizio fu molto stretta la collaborazione tra gli immigrati e alcuni giornalisti e scrittori (vari libri furono scritti a quattro mani).Le opere, soprattutto agli inizi, venivano sottoposte a un editing talvolta radicale.Gran parte degli scrittori (ma soprattutto delle scrittrici) aveva già compiuto studi superiori ed avevano una professione intellettuale nel loro paese d’origine. Molti autori si ispirano ai classici della letteratura italiana (l’iracheno Younis Tawfik e l’albanese Ornela ). Molti autori si rendono conto dell’importante ruolo dello scrittore e dell’intellettuale.
Come vediamo,alcune di queste informazioni di cui ha parlato Daniele Comberiati, sono stati citati in precedenza nel libro di Gnisci “creolizzare l’Europa”come:il razzismo in italia, l’omicidio di Masslo e la partecipazione femminile ,il sucesso di primi scritti (a quattro mani) e questo significa che c’è una somiglianza tra tutti i due in tali cause.
In tale libro Comberiati ha criticato Gnisci:«gli immigrati, hanno cominciato a produrre una letteratura della resistenza, libera, imprevedibile e piena di valore. Alla quale è necessario star dietro, per capire, noialtri europei, dove va il mondo» (Gnisci). La confusione tra giudizio critico-storico e giudizio morale è chiaro. Gnisci non si limita a descrivere. Vuole convincerci che la creolizzazione, ammesso che tale categoria abbia senso, è un fenomeno positivo.Comberiati ha proposto due modi di esaminare il fenomeno della migrazione:
Si può partire dall’idea che l’identità italiana (l’identità europea, l’identità dell’Occidente) sia in crisi, che ciò sia moralmente giusto e che la letteratura migrante sia uno dei fattori che contribuiscono a rompere il mito dell’identità e questa questione e` cominciata con la prima fase (primi scritti di tipo autobiografico).secondo modo :che sembra evidente non è la capacità di questi scrittori di spezzare l’identità letteraria italiana quanto piuttosto il bisogno di assimilarsi ad essa e di impossessarsi del suo patrimonio linguistico e culturale.
Un punto essenziale nel libro : l’adozione dell’italiano, per gli scrittori immigrati, è sempre importante,nel romanzo immigrato di Salah Methnani e Mario Fortunato nel 1990«l’apprendimento delnuovo idioma funge da apertura e da chiusura: il testo si apre con l’impossibilità del protagonista di pronunciare la parola “dieci” e si chiude con il successo finale
di una pronuncia perfetta» cioe` conoscere l’italiano e riuscire a scrivere e` una conquista. Vediamo che Gnisci abbia detto questa cosa prima nel suo libro”Creolizzare l’Europa” cioe`entrambi i critici concordano sul fatto che scrivere in italiano dagli immigrati sia una conquista.
Comberiati ha chiarito che l’italiano non è avvertito come un esperanto, come una lingua “speciale”, ma in quanto lingua “nazionale” legata a una determinata cultura e a una determinata società nella quale gli immigrati sentono il bisogno di integrarsi e che di certo non provano il desiderio di distruggere e,ciò non impedisce che la maggior parte degli scrittori immigrati possa fondare la propria poetica anche sulle tradizioni e la cultura del paese di origine.”al curioso destino di una lingua,la nostra,di area tutto sommato limitato,che diventava una sorta di esperanto per un numero di persone clestinato a crescere.Inizia un’altra storia dell’italiano,che non potra` non avere riflessioni letterari,anche se i tempi saranno lunghi”.
Qui anche c’e una somiglianza tra Gnisci e Comberiati : Gnisci nel suo libro “Creolizzare l’Europa” ha parlato del bisogno degli immigrati di communicare con il pubblico italiano in italiano,e tramite questi immigrati l’Italiano si diffondera`, soprattutto perche` questa lingua non ha una storia postcolonalismo come gli altri paesi europei .
Comberiati ha parlato dei critici e il loro parere nella letteratura dell’immigrazione: “critici della migrazione” riconoscono che l’esistenza della letteratura della migrazione non sia un segno della crisi ma una dimostrazione che il modello culturale italiano è ancora forte abbastanza da attrarre scrittori nati in altre parti del mondo, esattamente come molti italiani, attratti da un modello ancora piú forte,scrivono canzoni in inglese.
Gnisci anche ha discusso il parere dei critici nel suo libro”Creolizzare l’Europa” che non hanno dato l’importanza alla letteratura della migrazione rifiutando che questa letteratura di migrazione fa parte della letteratura italiana del patrimonio classico grande.
Con tale lavoro l’autore risponde a domande oggi cruciali: che peso e visibilità ha quest’Italia multiculturale? Come si manifesta nella letteratura della migrazione? La letteratura contemporanea in che modo è stata influenzata dagli scrittori migranti? Questa radiografi a dell’Italia può proporsi come un paradigma europeo?
Alla fine, il libro di Comberiati si pone dunque come ragguaglio storico-critico imprescindibile, che descrive e sistematizza la prima fase della letteratura italiana della migrazione, e intravede e problematizza le sue direzioni future, metodologiche e narrativo-poetiche.
Dopo un’attenta lettura della letteratura della migrazione, sono giunta a diverse conclusioni, che ho formulato dal mio punto di vista personale: In primo luogo, la letteratura della migrazione merita di essere parte della letteratura italiana contemporanea, perche` ha realizzato gran successo in tutte le sue fasi come nei concorsi (Eks&tra)ed è tuttora presente a causa della sua forza creativa e la prova di questa forza creativa è la scrittrice ed immigrata Rosana Crispim Da Costa, venuta dal Brasile che ha vinto il primo premio nel 1997, ha scritto una poesia intitolata “Attendo che il mare” una poesia caratterizzata da forza serena e fremente, e non abbiamo trovato questa forza creativa dalle scrittrici italiane contemporanee in quel periodo come ha detto Gnisci nel suo libro “Creolizzare l’Europa”. L’immigrato ha il diritto di trasmettere la sua voce al pubblico italiano attraverso la scrittura perche `la scrittrura è una libertà creativa che nessuno può impedire. In secondo luogo,chi si rifiuta di inserire la letteratura della migrazione nella letteratura italiana contemporanea, guarda alla letteratura della migrazione con il senso nazionale e non analizza questo tipo di letteratura in modo critico, come ha detto Gnisci nel suo librointitolato”Creolizzare l’Europa”

.Scrivere nella lingua dell’altro.La letteratura degli immigrati in Italia (1989-2007)”.Di Daniele Comberiati.
هذا هو المرجع
كتاب الكتابة بلغة الآخر .أدب المهاجرين في إيطاليا (من 1989-إلى2007) للكاتب: دانييل كومبيرياتي

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عن عالم الثقافة

ناصر أبو عون - رئيس تحرير جريدة عالم الثقافة

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8 تعليقات

  1. Bellissimo prof,ssa Asmaa.E `un argomento molto importante

  2. In bocca al lupo professoressa Asmaa.E` un articolo interssante

  3. ميادة الرفاعي

    موفقة يا دكتور ودومًا في نجاح يارب العالمين

  4. Mi piace tantissimo la Sua scelta Prof,ssa Asmaa. l’aricolo e`molto importante sopratutto in questo periodo in Italia,ci sono tanti immigranti .In bocca al lupo professoressa.

  5. سارة الحسيني

    برافو يا دكتور أسماء ،دوام التوفيق والنجاح

  6. دوام التوفيق والنجاح يا دكتور

  7. نهلة عبد الرحمن

    بالتوفيق دومًا

  8. Brava Asmaa

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